Un borgo, mille storie

Adagiato sulle pendici dei Monti Sibillini, Sarnano è un affascinante borgo dell'entroterra marchigiano, in provincia di Macerata. Con i suoi circa 3.000 abitanti, il comune sorge in un territorio variegato che alterna colline coltivate, boschi, pascoli e rilievi montuosi, dominati da vette come il Pizzo di Meta e la Punta del Ragnolo. Da queste montagne nascono anche i principali corsi d’acqua della zona, come il Tennacola e il rio Terro, che arricchiscono il paesaggio e l’ecosistema locale. Il centro storico conserva ancora oggi l’impianto medievale del castrum, un borgo fortificato che si sviluppa in cerchi concentrici a partire dalla suggestiva Piazza Alta, scendendo lungo vicoli silenziosi e tra le case in mattoni fino alla base del colle. Inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione, Sarnano unisce la bellezza architettonica alla forza evocativa del paesaggio, protetto dall’abbraccio dei Sibillini. La natura che circonda il borgo è straordinariamente ricca e diversificata, con altipiani carsici, gole rocciose, valli dirupate e dolci pendii che favoriscono la pratica di numerose attività outdoor. Il turismo, insieme al commercio, costituisce uno dei pilastri dell’economia locale, affiancato da un tessuto produttivo che mantiene una forte impronta rurale. Negli ultimi decenni si sono sviluppati anche comparti industriali (alimentare, abbigliamento, meccanica) e un solido settore terziario, caratterizzato da una rete di servizi qualificati.

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Marche Region

Luoghi da non perdere

Parapendio e deltaplano

Parapendio e deltaplano

C’è un modo insolito per conoscere Sarnano: guardarla dall’alto. Immaginate di planare sopra i tetti in cotto, seguire con lo sguardo il corso del Tennacola e spingersi con lo sguardo fino al mare, mentre sotto di voi scorrono boschi, campi e borghi sospesi nel tempo. Volare qui, tra i Sibillini e la costa adriatica, non è solo adrenalina: è una forma di meraviglia. A Sarnano c’è un sito di volo tra i più apprezzati d’Italia: 40 chilometri di paesaggi modellati dal vento, ideali sia per chi è alla prima esperienza che per i piloti esperti. Si può decollare quasi tutto l’anno, grazie a condizioni aereologiche favorevoli sia in estate che in inverno, e scegliere tra un semplice volo in tandem con istruttore o un percorso di formazione completo. È qui che ha sede l’Aeroclub dei Sibillini, la prima scuola di volo delle Marche, tra le prime in Italia. Organizza corsi di parapendio, deltaplano e biposto, ma anche voli panoramici che durano il tempo giusto per lasciarvi senza fiato. Non serve esperienza, né preparazione tecnica: bastano voglia di provare e un paio di scarpe chiuse. L’attrezzatura la forniscono loro, insieme a quel pizzico di entusiasmo che si respira solo nei luoghi dove si sogna davvero. Vale la pena provarci almeno una volta, anche solo per dire di aver visto i Sibillini come li vedrebbe un’aquila.

Tappa del Cammino Francescano della Marca (da Sarnano a Comunanza)

Tappa del Cammino Francescano della Marca (da Sarnano a Comunanza)

Camminare nel tratto del Cammino Francescano della Marca che attraversa Sarnano significa entrare in una terra che con San Francesco condivide molto più di un semplice ricordo. Il Cammino Francescano della Marca collega Assisi ad Ascoli Piceno, attraverso un percorso lungo 170 km che passa per 2 regioni, 4 province, 17 comuni e 4 parchi nazionali. Qui a Sarnano il legame con il francescanesimo è radicato, visibile nello stemma comunale che porta il Serafino – l’angelo apparso al Santo nel momento delle stigmate – e nei racconti de “I Fioretti di San Francesco”, che parlano della sua presenza all’Eremo di Soffiano e nel convento di Roccabruna. Il percorso che da Sarnano conduce a Comunanza è un viaggio nella storia, scandito dal passo lento del viandante. Si parte da Piazza della Libertà e si scende verso il fiume Tennacola attraversando le località Morelli e Grassetti, dove il bosco custodisce l’antico sentiero dei Mercatali. Oggi è una mulattiera ma, in epoca medievale, era una via battuta da mercanti e commercianti che collegava le aree interne alle rotte più grandi. Più avanti, il sentiero incontra una vera e propria strada romana, con tratti ancora lastricati: un corridoio di pietra immerso nel verde, che un tempo univa la via Salaria con l’ager gallicus, l’area che oggi corrisponde a Senigallia. Sono resti tangibili di un passato lontano, conservati dal tempo e nascosti alla vista della fretta. Dopo alcuni chilometri si raggiunge Amandola e, oltrepassata Piazza Risorgimento, si arriva sulle sponde del fiume Tenna; qui il sentiero obbliga a superare un vecchio mulino e un ponte romanico a schiena d’asino, il quale permette di guadare il fiume. Da qui, un sentiero porta nella vegetazione e attraversa il torrente Vetemastro su un altro antico ponte romano, nascosto tra i rami. La salita che segue conduce alla chiesa della Madonna delle Grazie, uno dei luoghi più intimi del cammino. Poco più avanti si attraversano i borghi di Salvi e San Pietro in Castagna. Si sale ancora lungo crinali e strade secondarie, con scorci sulle valli sottostanti, fino a scorgere Comunanza in lontananza. È un cammino fatto di memoria, paesaggio e silenzi. E a ogni passo, Sarnano resta nel cuore del viandante come una tappa che unisce bellezza e profondità. • Lunghezza: 22,3 km • Dislivello: 650 m • Tempo di percorrenza: 7 – 8 ore • Difficoltà: Turistica – Escursionistica

Abbazia di San Biagio di Piobbico

Abbazia di San Biagio di Piobbico

Testimone del passato architettonico e religioso di Sarnano, l’Abbazia di San Biagio, in origine nota come Santa Maria inter rivora, si staglia tra il fiume Tennacola e un piccolo torrente che scorre ai piedi di Piobbico. La nascita di questo complesso risale ad una donazione del Conte Mainardo a tre chierici all’inizio dell’XI secolo. Per essere più precisi, l’anno della sua effettiva fondazione ci viene ricordato da un notaio sarnanese che nel XVI secolo annotò 1030 come anno in cui “abbatie publicae fuit fondata”. Istituzione monastica che godette nel tempo di numerosi possedimenti territoriali a Sarnano ma anche a San Ginesio, Mogliano, Loro Piceno e Montolmo (ovvero Corridonia), nel XIII secolo vide perdere la sua autorità a dispetto della costante crescita delle aggregazioni comunali e, successivamente alla cessione di territori a Sarnano, ebbero modo di fondare nel castrum cittadino un edificio che la rappresentasse: la Chiesa di “Santa Maria intra moenia” (o di Piazza Alta). Col passare del tempo l’Abbazia cadde in disuso, conseguentemente al progressivo trasferimento dei monaci nella neonata chiesa cittadina e, successivamente alla modifica dell’intitolazione a San Biagio nel Quattrocento, per l’emanazione di due bolle da parte di papa Sisto V alla fine del XVI secolo, l’abbazia venne definitivamente soppressa e la proprietà accorpata al Capitolo di Montalto. A livello architettonico, la struttura monastica sorge presumibilmente su di una costruzione preromana, luogo di culto dedicato alla dea Feronia, dea Italica delle acque e della fertilità. L’odierna chiesa, orientata a est-ovest, presenta un’abside rettangolare con presbiterio rialzato che lascia spazio allo sviluppo di una cripta tripartita. La struttura originaria, però, risulta di diversa fattura, in quanto l’impianto originario presentava tre navate, con transetto e presbiterio e un annesso monastero organizzato attorno ad un chiostro. La struttura è stata costruita facendo largo uso della scaglia rossa, una pietra calcarea locale alla quale, nel tempo, è stato aggiunto anche il mattone. Lo stipite della porta d’ingresso riporta la seguente scritta “MI 17 AD K D APRILE” (1117 alle calende di aprile), a riferimento dell’anno in cui la chiesa venne marcatamente modificata, ovvero ridotta in profondità e privata del nartece. L’edificio, all’epoca riccamente decorato, conservava un ciclo pittorico chiamato Il Vangelo dell’infanzia, con l’Annunciazione, la Natività e l’Adorazione dei Magi, attribuito al cosiddetto Maestro di Piobbico, attivo tra il 1456 e il 1464. A lui si devono anche altri affreschi nella navata e nel presbiterio. L’Abbazia fu arricchita anche da altri pittori, legati alle scuole camerte e folignate, che contribuirono a creare un insieme decorativo armonioso e rappresentativo dell’arte appenninica tra Quattro e Cinquecento. Geolocalizzazione: https://maps.app.goo.gl/X3EP6i4Y3gMQFDtt5

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova poco fuori dal centro storico di Sarnano, ed è uno degli edifici religiosi più antichi e significativi del territorio. Fu costruita attorno alla metà del Quattrocento, addossata a una precedente edicola votiva, come spesso accadeva per i luoghi di culto che nascevano da una devozione popolare consolidata. Appartenente sin dall’origine al Comune – come testimonia l’antico stemma civico scolpito sul portale d’ingresso – la chiesa era regolata da norme precise all’interno degli statuti municipali e, nei secoli, fu oggetto di numerosi interventi grazie a lasciti testamentari che contribuirono ad ampliarne e decorarne gli spazi. Fino al 1653 fu affidata ai Padri Gerolamini, poi passò alla Curia e in particolare al Seminario di Camerino. Solo nel XIX secolo diventò proprietà privata, segnando una svolta nella sua gestione e fruizione. L’interno conserva un ciclo di affreschi di grande valore storico e artistico, databili tra il XV e il XVII secolo, che offrono uno spaccato interessante dell’arte sacra del territorio. Ma è un dettaglio in particolare a catturare l’attenzione: alcuni bassorilievi del 1494 che raffigurano simboli e motivi direttamente collegati alla scoperta dell’America, avvenuta solo due anni prima. Un riferimento sorprendente, che dimostra come anche in un piccolo borgo appenninico si riflettessero, quasi in tempo reale, i grandi cambiamenti della storia mondiale. Santa Maria delle Grazie è dunque un luogo che unisce spiritualità, arte e memoria civica, rivelando attraverso ogni dettaglio il legame profondo tra comunità e patrimonio.

Piscina comunale

Piscina comunale

A due passi dal centro di Sarnano, lungo via Ludovico Scarfiotti, c’è un luogo inaspettato dove l’acqua è protagonista: la Piscina Comunale. Rinnovata completamente nel 2012, è diventata un punto di riferimento non solo per i residenti, ma anche per chi trascorre un periodo di vacanza nel borgo. La struttura si compone di due vasche: una principale da 25 x 12,5 metri, con profondità variabile tra 1,20 e 1,50 m, ideale per il nuoto libero, i corsi e le attività sportive; e una più piccola, pensata per i bambini, da 12,5 x 6 metri, alta appena 60 cm, dove i più piccoli possono avvicinarsi all’acqua in tutta sicurezza. Durante l’anno e anche nei mesi estivi, la piscina ospita una scuola nuoto ben organizzata per tutte le età e livelli, con istruttori qualificati pronti a seguire ciascun partecipante. Ma non si tratta solo di nuoto: il centro propone anche una ricca offerta di attività di fitness in acqua – dall’Aquagym all’Idrobike, passando per Aqua Jump, Aqua Box e Aqua Gag – che uniscono il movimento all’energia della musica. Per chi preferisce nuotare in autonomia, il nuoto libero è garantito ogni giorno, in più fasce orarie. Un’opportunità per prendersi una pausa attiva e rigenerante, immersi nell’acqua con vista sui monti. Per ulteriori informazioni, visitare la pagina social https://www.facebook.com/p/Piscina-Comunale-Sarnano-ASD-539-100063453890549/; telefono 0733 657679; email: asds539sarnano@gmail.com; indirizzo: Via Scarfiotti, Sarnano. Attualmente la struttura non è aperta al pubblico in quanto oggetto di lavori di riqualificazione energetica e ammodernamento impiantistico. (fine lavori prevista per primavera 2026)